Quasi nemici – L’importante è …

Andare a vedere “Quasi nemici – L’importante è avere ragione” vale molto più di una lezione sulla Comunicazione: dialoghi difficili, termini quasi sconosciuti al nostro vocabolario quotidiano, modi di rapportarsi agli altri che derivano da grandi letterati, filosofi, personaggi storici … Un film “palloso”? No. Un bel film che nasce sulla storia di riscatto di una ragazza araba delle banlieue parigine che vuole affermarsi come avvocato e sul personaggio ambiguo di un professore universitario che con durezza, sarcasmo e forse un po’ di razzismo, che entra in contatto con la ragazza sconvolgendone le giornate, le passioni e la vita … insegnando, nelle aule, ma anche in strada, come gestire i discorsi con gli altri. Molte sono le frasi importanti che restano impresse allo spettatore, come “Non è importante ciò che si dice, ma come lo si dice” oppure “La verità non importa. importante è avere sempre ragione” e tante altre …
Una brava attrice giovane,   Camélia Jordana, dagli occhi espressivi e dalla risata spontanea e un attore esperto, Daniel Auteuil sono ben diretti dal noto regista Yvan Attal che li ha uniti a una brava squadra di attori, anche esordienti, come   Yasin Houicha, Nozha Khouadra, Yvonne Gradelet … e richiami di alcuni personaggi come Serge Gainsbourg, Romain Gary, Jacques Brel, François Mitterrand …
Un film da vedere, didattico, attuale e piacevole.

Locandina da internet

“Un nemico che ti vuole bene”: italiano.

Un film finalmente italiano di un buon livello di piacevolezza e di curiosità. Ognuno di noi è una brava persona e ritiene di non avere nemici … nemmeno uno. La storia gira su un tema delicato vista in maniera a tratti anche semi-comica ma fortemente seria.  Denis Rabaglia ha organizzato bene il dilemma con una buona regia e la scelta di attori aderenti ai ruoili: Diego Abatantuono che nella maturità piace perché lontano dalla stereotipo che si era creato, Antonio Folletto che ha fatto molta gavetta nelle fiction e ci sembra ormai bravo e poi un cast di buon livello che comprende Sandra Milo, Antonio Catania, Ugo Conti, Massimo Ghini, Andrea Preti, Roberto Ciufoli, Mirko Trovato… Una colonna sonora di accompagnamento molto leggera, non invadente. Il tempo è trascorso con serenità e, tornando a casa, il continuo pensiero a quel dubbio: “Ma io, ho nemici?”

Locandina da internet

Fatti seri, titolo difficile, trama facilona: “BlacKKKlansman”

Diciamolo subito: questo film poteva essere l’occasione di denunciare il persistere negli USA di problemi di razzismo, contro i neri e gli ebrei, per la conferma della razza bianca nel segno di “America first”, quel grido continuo di Trump. Probabilmente, pur riferendosi a fatti veri accaduti nel corso della storia americana fino ai fatti di agosto 2017 con i terribili scontri di Charlottsville fra neonazisti e oppositori, il grande Spike Lee ha voluto intenzionalmente ricorrere anche a momenti leggeri, quasi superficiali, direi per regalare un sorriso in tanta complessità sociale. E, pur ricorrendo a filmati e documentari, secondo il suo stile, Lee questa volta ne esce un po’ limitato. Il film è da vedere perché comunque di un certo livello rispetto ad altri in circolazione. Io ho apprezzato molto la colonna sonora che ricorre a canzoni famose. Molti attori devono “crescere”: John David Washington, figlio di Denzel, deve marciare molto per avvicinarsi alla bravura del papà, Adam Driver è un po’ statico mentre più credibile è David Duke e momenti di buona recitazione si vivono quando l’anziano Harry Belafonte racconta scontri tra neri e bianchi avvenuti in anni precedenti al tempo della storia del film che vede coinvolti gruppi come il Ku Klux Klan e Black Power che tentano ancora di affermare i loro fondamenta, in cui si trovano a muoversi e indagare, in particolare, due poliziotti, un nero e un bianco ebreo …

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